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VIVERE L'ISLAM
Chi riceve la Guida, la riceve a suo beneficio: e chi si svia lo fa a suo danno. Nessuno portera' il peso di un altro. Non castigheremo alcun popolo senza prima inviar loro un messaggero. (17-15)
La storia testimonia che dal momento della rivelazione dell'Islam come religione di Dio da parte dell'ultimo profeta Mohammed, 14 secoli fa, l'umanita' e' entrata in una nuova era. L'Islam diede il maggiore impulso ed il maggiore incoraggiamento alla ricerca di conoscenza e scienza. Quest'influenza continua ancora oggi, ed e' un vero peccato che i musulmani abbiano perso il primato in questo campo.
In questo senso, essi hanno perso l'eredita'. La conoscenza e' il tesoro perduto ed il Profeta disse: "I sapienti sono gli eredi dei profeti".
Un altro grande dono che l'umanita' puo' raggiungere attraverso l'Islam e' quello che gli esseri umani apprezzano di piu': la liberta'. Anche questo e' un tesoro che molti musulmani hanno perso a causa della loro incapacita' di comprendere e seguire l'Islam. In conseguenza di cio', i musulmani sembrano quanto di piu' lontano ci sia dall'idea di liberta'.
Come puo' essere l'Islam la chiave verso la liberta' nel momento in cui esso viene presentato come una religione dogmatica che costringe alla conversione con la forza? Questa e' l'immagine che ci appare attraverso i libri di storia e gli insegnamenti occidentali (e non).
Nell'Islam possiamo vedere che la liberta' e' un diritto che Dio ha accordato ad ogni anima, ad ogni essere umano. Ognuno ha il diritto di scegliere la sua fede e questo diritto e' sancito dal Corano, l'ultimo Libro di Dio rivelato al Profeta:
"Non c'e' costrizione nella religione. La retta via ben si distingue dall'errore. Chiunque rifiuti il male e creda in Dio si afferra all'impugnatura piu' salda, senza rischio di cedimenti. Dio ascolta e conosce tutte le cose" (2:256)
Dunque, la liberta' di religione e' garantita da un versetto esplicito del Santo Corano. Non c'e' costrizione, non c'e' forzatura nella religione. Cio' e' semplice da comprendere anche e soprattutto alla luce della grande importanza attribuita dall'Islam alla ricompensa divina. Ogni anima, ci insegna il Corano, e' responsabile della sua fede e delle sue azioni: da cio' si capisce chiaramente che, se ognuno sara' giudicato in base alle sue azioni, e' implicito che ognuno deve essere libero di comportarsi come ritiene opportuno, e, dunque, la liberta' di pensiero e di espressione sono strettamente connessi al concetto di "responsabilita' individuale".
Dalla Sura di Giona
leggiamo:
"Di':
O uomini! vi e' giunta la verita' da parte del vostro Signore. Chi e' sulla
Retta Via lo e' per se' stesso, e chi se ne allontana lo fa solo a suo danno. Io
non sono responsabile per voi. Segui cio' che ti e' stato rivelato e sopporta
con pazienza finche' Dio giudichi. Egli e' il migliore dei giudici". (10:
108).
La liberta' di scelta
e' evidente. L'Islam garantisce la liberta' di pensiero senza differenze di
casta, credo o colore. Non c'e' costrizione nella religione.
Questo principio stabilisce anche che la nostra liberta' non deve interferire
con quella degli altri, sicche' il diritto alla liberta' possa essere goduto in
maniera eguale da tutti i cittadini della societa' islamica.
La legge divina, infatti, fornisce pace, sicurezza e protezione a tutti i membri
della societa' purche' tale legge sia effettivamente seguita e tenuta nella
giusta considerazione. La liberta', tuttavia, non e' assoluta, nel senso che si
puo' essere liberi purche' questo diritto non intacchi quello degli altri. In
altre parole non si puo' essere liberi di rubare, o di uccidere o di infastidire
gli altri. Nel fare cio', si pregiudica l'altrui liberta', mettendo in pericolo
la propria.
E' curioso notare come, in molte societa', sia proibito l'effetto e non la causa di deteminati comportamenti. Ad esempio, e' consentito bere alcolici ma non e' consentito abbandonarsi a tutti quegli atti pericolosi per se' stessi e per gli altri che il bere puo' comportare. Ossia, si e' liberi di bere ma non di commettere quegli eccessi che sono direttamente connessi all'uso di alcolici.
Nella societa' islamica, al contrario, si cerca di evitare le cause piu' che gli effetti, per cui sono banditi tutti quegli intossicanti che possono essere dannosi alla propria salute ed a quella altrui, secondo il principio che il diritto alla vita, alla proprieta', all'onore, alla sicurezza sono sacri per ogni essere umano.
Nella storia dell'Islam vi sono molti esempi illuminanti su come siano considerati sacri i diritti basilari della persona umana. Prendiamo ad esempio la vita di Omar, compagno di Mohammad e uno dei Califfi benguidati. Nel tempo in cui egli era Califfo dell'Ummah islamica, Omar camminava nei pressi di una casa circondata da un'ampia recinzione in muratura, come quasi tutte le case del Medioriente. Dal giardino interno di quella casa giungevano alte grida festose, canti e risa. Omar ebbe il sospetto che, all'interno della casa, si stesse bevendo dell'alcool e si arrampico' sul muro di recinzione per meglio osservare. "Aha!", grido' il Califfo, "Stavate bevendo alcoolici! Questo e' haram (proibito)!". Rispose il capofamiglia: "Si', ma tu hai commesso tre haram. Primo, hai spiato dei tuoi fratelli. Secondo, non hai detto "As salamu 'alaikum" (il saluto islamico). Terzo, sei entrato in una casa senza permesso". Omar accetto' le critiche.
In alcuni versetti del Corano, il consumo di alcool e' spesso associato al gioco d'azzardo: entrambi sono dannosi e producono effetti negativi sull'individuo e sulla societa', oltreche' sui vincoli familiari:
"O voi che credete! In verita', il vino, il gioco d'azzardo, le pietre idolatriche, le frecce divinatorie sono immonde opere di Satana. Evitatele affinche' possiate prosperare. In verita', col vino ed il gioco d'azzardo, Satana vuole seminare inimicizia e odio tra di voi e allontanarvi dal ricordo di Dio e dalla preghiera. Ve ne asterrete?". (5: 90-91)
Un altro aspetto della liberta' islamica consiste nella sua abilita' di sviluppare e purificare la personalita', o " l'anima". Lo sviluppo della moralita' e l'elevazione dell'anima sono direttamente collegati alla liberta' individuale nello scegliere il bene e nel saperlo distinguere dal male. Riuscire a resistere alle tentazioni e' parte dello sviluppo della personalita' e della forza d'animo correlate alla pratica dell'Islam. Senza liberta' nessun essere umano puo' prosperare.
Dunque la liberta' e' strettamente correlata alla fede, e direttamente proporzionale alla crescita della propria volonta'. Chi sceglie di essere musulmano e quindi sceglie di seguire l'Islam ed i cinque pilastri puo' e deve crescere nella fede e nella buona condotta (iman ed ihsan).
Nella Sura di Ali Imran (3: 162-164) troviamo un invito a cio':
"E chi persegue il compiacimento di Dio sara' come colui che ha meritato la Sua collera? Il suo rifugio e' il fuoco, che infausto ricovero! Vi sono gradi distinti presso Dio ed Egli conosce perfettamente il loro comportamento. Dio ha colmato di grazia i credenti quando ha suscitato tra loro un Messaggero che recita i Suoi segni, li purifica ed insegna loro il Libro e la saggezza, mentre in precedenza essi erano in manifesto errore".
Dunque questo e' il grande favore accordato ai musulmani - la possibilita' di purificarsi, di sviluppare la propria volonta' e di rendersi pronti per il giorno finale. Quale maggiore benedizione e, al contrario, quale grande perdita per coloro che hanno vissuto dimenticandosi della propria anima?
E' una grande vergogna il fatto che oggi, in molti paesi a maggioranza islamica, a causa di un manipolo di despoti, non vi sia alcun tipo di liberta', neanche quella di praticare la propria fede. In tali paesi, alcune leggi e comportamenti, che sono resi obbligatori dall'Islam, sono proibiti. Ad esempio, la liberta' di indossare l' hijab e' negata alle donne musulmane. Ed e' un vero peccato la confusione che spesso si fa in Occidente allorche' si identificano questi regimi dittatoriali, che nulla hanno a che vedere con l'Islam, con la religione musulmana, la quale si basa, in realta', su principi totalmente opposti, come abbiamo visto.
Cosa dire della situazione di totale irrispetto dei principi basilari dei diritti della persona vigente in tali paesi? Cosa dire della Palestina? Non dobbiamo mai dimenticare la situazione di oppressione in cui tanti fratelli e sorelle vivono attualmente. Come le loro vite e le loro proprieta' siano in pericolo quotidianamente. Come sia loro negata sistematicamente la liberta'. Noi sappiamo che la soluzione a tali aberrazioni e' nell'Islam, che fornisce ai popoli ed agli individui i diritti e la liberta' di praticare la loro fede, il diritto alla sicurezza, alla vita, all'onore ed alla proprieta'. Il diritto ad essere liberi senza pregiudicare la liberta' degli altri. Il diritto alla conoscenza, al rispetto reciproco, ad una societa' dell'uomo e per l'uomo, in cui sia riconosciuto il carattere profondamente umano dell'esistenza, sintesi e non antitesi di materia e spirito.
Alcuni versetti della Sura di Taha (20: 74-76) dicono:
"Chi si presentera' empio al Suo Signore, avra' di certo il fuoco, in cui non morra' ne' vivra'. Chi invece si presentera' a Lui come credente ed avra' ben operato avra' l'onore piu' grande. Giardini perpetui in cui scorrono ruscelli. Ecco il compenso di chi si purifica dal male".
E la lode e' di Dio, possa Lui guidarci al sentiero dei giusti, as-Sirat al-Mustaqim.