Abu al-Abed, militante palestinese Mohammed Bakri, medico arabo-israeliano

Abu al-Abed e' membro delle Brigate Ezzedin al-Qassem, ala militare di Hamas
Ha 24 anni ed ha sempre vissuto a Gaza.

"Ogni essere umano che abbia avuto la sua terra invasa, tutte le sue proprieta' rubate e i diritti soppressi, ha il diritto di resistere con tutti i mezzi a sua disposizione. Le nostre operazioni militari non porteranno immediatamente alla liberta' per i palestinesi, ma sono un passo verso quella direzione. Io sostengo fortemente queste operazioni. Esse sono sempre in risposta a crimini feroci commessi contro il nostro popolo. Non siamo mai stati noi ad iniziare la violenza.

La societa' israeliana e' militarizzata. Uomini e donne servono nell'esercito dall'eta' di 17 anni. A chi dice che uccidiamo civili israeliani, io rispondo: i bambini palestinesi vengono uccisi tutti i giorni, mentre vanno a comprare il cibo per la famiglia, mentre tornano da scuola.
Se fossi chiamato a condurre un'operazione non esiterei. Nessuno di noi esiterebbe. Conosco ragazzi giovanissimi che desiderano lottare per la loro terra, ecco perche' dico che non siamo soli. Lo dico con chiarezza: siamo piu' pronti ad accettare la morte che a condurre la vita che stiamo conducendo. E questo vale per tutti i palestinesi. Non abbiamo sicurezza. La parola "suicida" che voi adoperate, per noi non ha importanza. Per noi non e' suicidio, ma resistenza.

Abbiamo lottato e resistito per sette anni, durante la prima intifada, per riavere la nostra terra. Poi arrivo' il processo di Oslo che poteva essere un'opportunita', ma che non ci ha dato nulla. Non torneremo mai piu' ad Oslo, per continuare a vedere Israele invadere la nostra terra in poche ore. Questa e' una guerra di liberazione, e terminera' con la liberazione.

Quello che voglio dire e' che tutto quello che facciamo ha lo scopo di raggiungere la felicita', la pace e la liberta' nella nostra terra, riconquistare il controllo sulle nostre vite ed i nostri luoghi santi.

Nessun palestinese vuole un confronto tra noi e l'Autorita' palestinese, ma non torneremo mai a cio' che era prima di questa intifada - 2000 martiri e passa non sono morti per tornare allo stesso punto di partenza. Prima dell'intifada, Israele non aveva rispettato nessuno degli accordi firmati. Bisogna che ci liberiamo: e', per noi, l'unica soluzione.

La Palestina e' la nostra terra, e ce l'hanno rubata, cosi' non hanno diritti su di essa. Deve essere, al contrario, restaurato il nostro diritto sulla nostra terra. Forse non avverra' in questa generazione e neanche nella prossima ed in quella successiva ma, alla fine, la storia riparera' da se' ai suoi errori.
Ai palestinesi che non supportano la lotta armata io dico: cosa vi ha aiutato? La pace? Abbiamo provato la pace per sette anni, e cosa abbiamo ottenuto?
La societa' israeliana e' militarizzata. Uomini e donne servono nell'esercito dall'eta' di 17 anni. A chi dice che uccidiamo civili israeliani, io rispondo: i bambini palestinesi vengono uccisi tutti i giorni, mentre vanno a comprare il cibo per la famiglia, mentre tornano da scuola. Il Corano dice: "Chi vi aggredisce, avete il permesso di aggredirli allo stesso modo". Difenderci e' il nostro diritto. La resistenza puo' avere molte forme e noi dobbiamo usarle tutte per rispondere allo strapotere militare israeliano.

La forza puramente militare non e' una forza reale. Guardate a cio' che e' avvenuto in Libano, o in Vietnam: se fosse stato per la forza militare pura e semplice, gli USA avrebbero dovuto stravincere, ma cosi' non ando' e i vietnamiti riuscirono a scacciarli dal loro paese.

Durante la prima intifada, le nostre operazioni militari crearono pressione ad Israele e lo obbligarono a riconoscere l'OLP e ad iniziare il proceso di Oslo. Attualmente, le nostre operazioni non hanno ancora raggiunto molto, ma possiamo vedere che gli israeliani cominciano ad avere paura e piu' di un milione ha gia' lasciato il paese. Questi sono obiettivi politici raggiunti, che possono portare alla caduta libera di Israele.

Lo dico con chiarezza: siamo piu' pronti ad accettare la morte che a condurre la vita che stiamo conducendo. E questo vale per tutti i palestinesi.
Se qualcuno avesse invaso e rubato la vostra casa, e si muovesse liberamente nella vostra proprieta', accettereste qualcosa di meno che rimuoverlo da cio' che vi appartiene? La Palestina e' la nostra terra, e ce l'hanno rubata, cosi' non hanno diritti su di essa. Deve essere, al contrario, restaurato il nostro diritto sulla nostra terra. Forse non avverra' in questa generazione e neanche nella prossima ed in quella successiva ma, alla fine, la storia riparera' da se' ai suoi errori.

Accetteremo un accordo transitorio ed un cessate il fuoco tra noi e l'entita' israeliana, ma una pace durevole non puo' basarsi sulla soluzione dei due stati. Come combattente, accetterei il cessate il fuoco in cambio della fine dell'occupazione di Cisgiordania e Gaza, ma non potrei mai riconoscere lo stato d'Israele.

testimonianze raccolte da BBC Online
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