VOCI DELLA RESISTENZA

intervista a Dr. Mahmud al-Zahhar, professore universitario e membro di Hamas
Islam-online, 16 Maggio 2002

Come puo' un medico aver deciso di fare parte del partito Hamas?
Uno dei fenomeni piu' rimarchevoli in Hamas e' il fatto che i suoi membri sono persone altamente culturalizzate. Vi sono medici, professori, ingegneri, pensatori. Dunque non e' strano trovare professionisti all'interno di questo partito. Io credo che molte persone siano stupite a causa della percezione profondamente errate di cosa sia Hamas. Dal momento che molti ritengono che Hamas sia una struttura terroristica, si pensa: come puo' un medico farci parte? Il fatto e' che Hamas non e' nulla di tutto cio'. Noi non siamo terroristi: siamo un movimento di liberazione nazionale. Un'organizzazione altamente morale, con scopi nobili ed onesta al punto di essersi guadagnata il supporto di una larga fetta popolare in Palestina ed in altre nazioni arabe.

Hamas, a parte la resistenza, e' coinvolta in altro genere di attivita'?
Hamas si occupa di attivita' sociali, per dare sostegno alle classi piu' disagiate, non importa quale sia la loro attitudine verso il nostro movimento. Ci occupiamo di attivita' economiche ed umanitarie, ad esempio degli orfani, bambini che hanno perso i genitori e ogni forma di assistenza. Ci occupiamo di attivita' sportive, e molti nostri clubs rappresentano l'intera Palestina nella Lega sportiva araba. E ci occupiamo ovviamente di religione e di educazione all'Islam delle classi sfavorite. Stiamo inoltre cercando di organizzare un sistema educativo che indirizzi i bambini dalle elementari fino alla laurea, con una predilezione verso le scienze mediche.

Avete, tempo fa, emanato un comunicato in cui avete espressamente chiesto ai bambini di non mettersi in situazioni di pericolo, avvicinandosi troppo, ad esempio, agli insediamenti colonici. Ma come potete agire perche' cio' venga messo in pratica dai bambini stessi?
Attualmente ci occupiamo di questo problema parlando direttamente ad essi, nelle moschee e nelle scuole. Facciamo molti incontri con la popolazione riguardo questo problema, ed ascoltiamo anche le lamentele dei genitori. Tutti insieme possiamo fare qualcosa per cercare almeno di limitare, per i bambini, le situazioni di pericolo.

Continueranno le operazioni kamikaze all'interno di Israele, nonostante le tremende pressioni da parte degli USA ma anche di paesi come Egitto, Siria ed Arabia Saudita? E qual'e' l'obiettivo di queste operazioni? Come giustificate l'attacco contro civili israeliani?
Noi siamo qui per liberare la nostra terra, che e' occupata da 54 anni dal movimento sionista. Il nostro obiettivo e' vivere nella nostra patria libera, come chiunque al mondo, e dare l'occasione ai nostri figli di vivere come bambini liberi, senza essere abbattuti dalle pallottole israeliane.
In Israele non vi sono "civili" nel senso classico del termine. Voi avete sentito che la scorsa settimana Sharon aveva richiamato 20.000 riservisti. Questi sono civili? Molti leaders israeliani hanno affermato che "ogni cittadino israeliano e' un militare in abiti civili". Il ministro della guerra usa la stessa uniforme. Sharon usa la stessa uniforme. I coloni usano la stessa uniforme.

Perche' non utilizzate metodi non-violenti di lotta? Forse le operazioni kamikaze potranno alienare la simpatia del mondo alla causa palestinese, non ci avete pensato?
Le nostre drammatiche condizioni hanno inizio nel 1948, e la simpatia del mondo non le ha alleviate. Israele ha preso la nostra terra in successive ondate di guerre, 1948, 1956, 1967, 1982 e il mondo non ha fatto nulla per fermare la tragedia di milioni di persone sradicate ed espulse dalle loro case e rinchiuse in miserabili campi profughi. Abbiamo cominciato una lotta pacifica nel 1987. Da allora, Israele ha ucciso e ferito oltre 10.000 persone, deportato migliaia, e il mondo non ha fatto nulla per noi. Solo nel 1992, Israele deporto' 420 stimati professionisti palestinesi fuori dai Territori occupati, in Libano, violando le Convenzioni di Ginevra. Durante quest'intifada, in soli 6 mesi, l'esercito di occupazione ha ucciso oltre 1.000 palestinesi, un terzo dei quali bambini, e il mondo cosa ha fatto? Dunque non abbiamo altra scelta che difenderci. Se il mondo ci da' elicotteri, F-16, carriarmati, useremo quelli nella nostra lotta di liberazione nazionale. Ma, dal momento che non abbiamo armi , e il mondo non ha formule o soluzioni magiche per eliminare la tragedia dell'occupazione, diteci: l'occupazione e' legale o illegale? Se e' illegale, come stabiliscono le Nazioni Unite, credo che sia un nostro diritto difenderci come possiamo.

Come spiegate il fenomeno delle donne kamikaze? E' un nuovo capitolo nella lotta di liberazione palestinese?
Non siamo noi l'organizzazione che accetta martiri di sesso femminile. Anche se, dal punto di vista religioso, non e' proibito che una donna combatta, insieme agli uomini, per difendere la sua terra.

Molta gente afferma di capire cosa puo' condurre i palestinesi a sacrificare la loro vita con tanta abnegazione. Ma, molti obiettano, questi attentati non danno ad Israele la scusa per continuare a distruggere, bombardare e causare maggiore sofferenza ai palestinesi?
In realta', anche la nostra lotta ha una finalita' politica immediata. La nostra lotta armata colpisce Israele dal punto di vista politico ed economico. E questo e' gia' un obiettivo. Economicamente, vediamo che in Israele vi e' una recessione per la prima volta dopo 54 anni. L'immigrazione di americani ed europei verso Israele si e' fermata. Al contrario, e' aumentata l'immigrazione inversa, dalla Palestina occupata ai paesi d'origine degli immigrati. Gli attacchi spingono la societa' israeliana ad intervenire presso il loro governo, a dirgli : Fermi, e' tempo di ritirarci dalle terre palestinesi. La storia delle ripetute aggressioni israeliane ci dimostra che Israele si e' ritirato dal Libano solo dopo aver perso un gran numero di soldati laggiu', mentre noi, con 10 anni di negoziati, abbiamo fallito. L'unica opzione che abbiamo e' la lotta fino alla liberazione della nostra terra. E' un nostro diritto, il diritto di tutti i popoli oppressi. Abbiamo proprio oggi ricevuto un messaggio da un giovane americano, che ci dice: Fino a poco tempo fa, anch'io vi consideravo terroristi. Finche' non ho fatto visita ad un amico in Israele. Quello che ho visto e sentito laggiu', ha cambiato la mia visuale. Io saluto la vostra lotta di liberazione. State saldi nel vostro diritto: avete ogni diritto di resistere all'occupazione, di combattere per la vostra terra, di difendere voi stessi e le vostre famiglie. Anche se il mondo vi ha negato questo principio umano fondamentale.

Come puo' una persona che vive al di fuori della Palestina aiutarvi nel vostro sforzo di raggiungere la liberta' e l'indipendenza?
Noi diciamo sempre che la cosa migliore da fare e' cercare di informare la gente, poiche' la maggioranza delle persone non hanno la minima percezione dell'esatta natura del confronto in Palestina. Vi sono ovviamente molti altri modi, aiutando economicamente la gente sul posto, ad esempio. Riteniamo pero' che la cosa piu' importante sia far capire al pubblico cosa sta realmente accadendo in Palestina, poiche' l'informazione in America ed Europa e' totalmente controllata e manovrata; le persone ordinarie devono capire che stiamo resistendo ad un'occupazione sanguinosa, che ha devastato e minato alla base la societa' palestinese. Stiamo lottando per la sopravvivenza.

In caso di assenza da parte di Arafat, crede che Hamas abbia qualche chance di vincere le elezioni e di governare?
Allo stato attuale, se ci dovesse essere un confronto elettorale, Hamas sarebbe vincitore, con o senza Arafat. Ma noi non miriamo a governare. Il nostro scopo e' liberare la nostra terra, i nostri luoghi santi, ed e' quello di dare una chance alla gente di scegliere i suoi rappresentanti. Noi siamo certi di rappresentare una larga fetta della societa' palestinese, dentro e fuori la Palestina.

traduzione a cura di www.arabcomint.com

L'ULTIMA INTERVISTA A MAHMUD TITI